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ADOLESCENTI-GENITORI- SOCIAL NETWORK
per la famiglia, consulenza familiare, Dottoressa Ciacci

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ADOLESCENTI-GENITORI- SOCIAL NETWORK

A cura della Dottoressa Melissa Ciacci

Gli adulti hanno il rischio educativo da correre quello di ex-ducere, condurre fuori i figli dall’infanzia e dall’adolescenza e portarli a diventare adulti. Abbiamo il dovere di sapere quali strumenti usare per fare questo, quale linguaggio e siamo noi che dobbiamo adeguare il nostro linguaggio a quello dei nostri figli, un linguaggio digitale.

Abbiamo due polarità rispetto al vissuto relativo ai social network: demonizzazione del web da una parte; esaltazione dall’altra per il riconoscimento delle potenzialità.
Il computer va dall’essere compagno di giochi a maestro virtuale. Ci affianca e quindi deve essere al servizio della realtà e dell’uomo e non viceversa. Il computer non stimola la creatività, la creatività è già nel ragazzo che usa il computer per creare musica elettronica e quindi investe nel suo progetto di vita. Aumentano le informazioni che non sempre è aumento delle conoscenze, il raggiungimento degli altri, fruizione di idee. Bisogna superare posizioni estreme e vedere le risorse, chi resta fuori da questo mondo corre il rischio di perdere di vista la realtà nella quale vive e perdere di vista i figli.

Il cyber spazio può essere il luogo dove si attivano e si creano i potenziali umani, il sé può svilupparsi. Ci sono ricerche che dimostrano che i rapporti gestiti nella vita e anche su internet durano di più (Tedeschini). I timidi sono aiutati a fare amicizia. Più le persone sono impegnate su fb meglio si sentono per l’aumento del “capitale sociale” che ti convince di avere successo in modo tale che il tuo successo aumenta davvero. Stare fuori da questi processi di comunicazione e relazione è impensabile, ciò su cui dobbiamo riflettere è l’uso che se ne fa.
QUALI SONO LE INFLUENZE DEI SOCIAL SULLA PERSONALITA’ DELL’ADOLESCENTE?

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ANSIA FISIOLOGICA O FOBIA SCOLARE?(parte III)
per la famiglia, consulenza familiare, Dottoressa Ciacci

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ANSIA FISIOLOGICA O FOBIA SCOLARE?(parte III)

A cura della Dott.ssa Melissa Ciacci

“Mio figlio a casa non studia, non gli e ne importa niente della scuola!che fare? Gli insegnanti non lo capiscono! Ha l’esame, ce la farà? Ogni mattina la stessa storia, non si riesce ad uscire da casa…ha sempre mal di pancia!”

Queste domande richiamano problematiche piuttosto frequenti per le famiglie: motivo di scontro e di malumori tra genitori e figli ci pongono di fronte a come in molti casi si tratti di processi, momenti che vanno inquadrati nel difficile percorso di crescita dei ragazzi senza costituire necessariamente sintomi di patologia. Possono assumere, però una connotazione patogena quei comportamenti distorti che si protraggono nel tempo modificando per il giovane il modo d’essere e condizionandone la vita come non andare a scuola, oppure procurare sintomi da curare (mal di testa, colite, coliche addominali ecc). In adolescenza possono portare all’abbandono scolastico.

L'ansia, nell’etimologia latina richiama il concetto di Stringere ed è un'emozione naturale e universale: è generata da un meccanismo psicologico di risposta allo stress, allo scopo di anticipare la percezione di un pericolo e di salvaguardare la vita/la specie, mettendo in moto specifiche risposte fisiologiche che spingono ad affrontare il pericolo nella maniera più adeguata oppure ad evitarlo e a mettersi in fuga. La componente più istintuale dell’ansia rapportata ai giorni nostri (dove non incorriamo più nella minaccia di una bestia selvaggia e feroce, o di mettere in pericolo la nostra vita durante un temporale come poteva essere per l’uomo preistorico) si esplica in altre funzioni; essa ci consente di impegnarci nei compiti che svolgiamo quotidianamente, in particolar modo in quelle attività che dobbiamo portare a termine. Studiare per un esame diverrebbe pressoché impossibile se non vi fosse una spinta sottostante d’ansia da prestazione. Svolgere il proprio lavoro quotidianamente con impegno non sarebbe sempre possibile. Allo stesso avere una prestazione sportiva, anche la più amatoriale. Questo modo di manifestarsi dell’ansia è costruttivo, funzionale alla nostra sopravvivenza. Funge da intermediario tra il mondo esterno e il mondo psichico interno, rendendoci capaci di far fronte ai problemi della vita. E’ dunque fattore di crescita e sviluppo della personalità. Quando si parla di disturbo d’ansia, facciamo riferimento ad una sensazione di malessere, legata ad una preoccupazione incontrollabile che prende il sopravvento su di noi, associata ad una serie molto variegata di sintomi: affaticabilità, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, alterazioni del sonno. Si associano in particolar modo, palpitazioni, tremori, sudorazione eccessiva, diarrea, rossore alle guance, tensione muscolare.

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BAMBINI “BIRICCHINI” E GENITORI CHE SI ARRENDONO
per la famiglia, consulenza familiare, Dottoressa Ciacci

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BAMBINI “BIRICCHINI” E GENITORI CHE SI ARRENDONO: 5 motivi per cui non bisogna arrendersi

A cura della Dott.sa Melissa Ciacci

Spinte, litigate per un gioco, lancio di oggetti sono all’ordine del giorno. Che fare? Questi accorgimenti cambiano lo stile di percepirsi e di relazionarsi di una famiglia, consentono a tutti di sentirsi efficaci ed ascoltati, rendendo possibile l’utilizzo delle proprie risorse interne

Un bambino estremamente sensibile al giudizio degli adulti, attento e bisognoso di farsi notare, con intelligenza vivace, allo stesso tempo mantenere bisogni affettivi molto regressivi e l’egocentrismo tipico di un bambino più piccolo della sua età. Conoscere le regole sociali ed essere in grado di rispettarle ma non riuscire a controllare i propri impulsi; normali spinte infantili che soddisfano il bisogno di essere al centro dell’attenzione e di ottenere una pura soddisfazione ludica dei suoi desideri. Non ci sono intenti aggressivi rivolti agli altri ma solo l’esprimersi della normale pulsione aggressiva non ancora incanalata.

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COME PARLARE A NOSTRO FIGLIO DEL FRATELLINO IN ARRIVO
per la famiglia, consulenza familiare, Dottoressa Ciacci

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COME PARLARE A NOSTRO FIGLIO DEL FRATELLINO IN ARRIVO

L'esperienza di diventare genitore è ricca di emozioni contrastanti, ansia, preoccupazione, apprensione accanto a gioia, soddisfazione, amore. Una seconda gravidanza non è in grado di immunizzare da tutti i pensieri che si accavallano durante quei nove mesi.

Ogni gravidanza ha delle caratteristiche proprie, peculiarità che ci fanno capire che questo bambino sarà differente dal primo, noi stessi siamo cambiati e affrontiamo una nuova gravidanza con attese diverse. Abbiamo già avuto l’esperienza di un parto questo influenza i nostri vissuti: il momento storico, lavorativo, famigliare che stiamo vivendo è un altro.

Nei confronti del figlio che abbiamo come possiamo comportarci? E’ innegabile che avrà una sua opinione sull’idea di avere un fratellino. Sappiamo l’importanza che rivestono mamma e papà per un bambino piccolo, quindi non possiamo pensare che sarà contento di avere un fratellino che assorbe le attenzioni dei genitori. Ogni bambino è in grado, però, di tollerare, accettare a suo modo la nascita di un fratello, con l’aiuto dei suoi genitori anche se probabilmente ne sarà geloso. La gelosia non è una colpa né una malattia o un segnale di qualche cosa che non va nel bambino: è un sentimento.

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ESSERE GENITORI
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ESSERE GENITORI

Gruppi di sensibilizzazione e di sostegno alla genitorialità

Per capire meglio il rapporto coi figli, dalla prima infanzia all’adolescenza.

Dieci gli incontri previsti, due i gruppi di lavoro per genitori che vogliono capire meglio cosa accade in certe situazioni nei figli edentro se stessi, in modo da trovare migliori modalità di contatto e comunicazione; per genitori che si separano e vogliono salvaguardare la propria funzione genitoriale, in modo di procedere verso un affidamento condiviso.

Riuscire a riconoscere ed elaborare le proprie emozioni, permette di aprirsi a nuove possibilità creative e facilita la crescita di adulti, ragazzi e bambini.

Per informazioni:

Dott.ssa Roberta Savioli Cell. 3336723418 Psicoterapeuta (Riccione)

Dott.ssa Rita Arianna Belpassi Cell. 3493943984 Psicoterapeuta (Riccione)

 
GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
per la famiglia, consulenza familiare, Dottoressa Ciacci

DOTT.SSA CIACCI MELISSA Psicologa-Psicoterapeuta dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Iscrizione all’Albo degli Psicologi e Psicoterapeuti dell’Emilia Romagna identificato dal n° 3128/a.

La Dott.ssa Ciacci, esperta nei disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza, collabora da oltre 10 anni sul territorio della provincia presso scuole dell’infanzia ed asili nido privati dove gestisce percorsi di formazione per genitori.

CONTATTI: Cell 347/7785841 Mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

In occasione della giornata del 25 novembre, GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, le donne che telefoneranno, per tutta la settimana, alla Dottoressa Ciacci potranno avere un colloquio gratuito.

 
I BAMBINI CHE NON DORMONO DA SOLI
per la famiglia, consulenza familiare, Dottoressa Ciacci

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I BAMBINI CHE NON DORMONO DA SOLI

a cura della Dott.ssa Melissa Ciacci

Tra il 2012 e il 2013 circa il 70% dei miei pazienti, giovani bambini in età scolare, ha presentato problematiche psicologiche diverse e molteplici tra loro con un punto in comune: una grande difficoltà nella gestione del sonno.

Questa costante mi ha spinto oggi a fare una riflessione sull’argomento. Età e scolarità diverse, tratti ansiosi e fonti di stress di natura complessa accomunate però dall’espressione del disturbo dell’addormentamento come segnale di disagio e di fatica.

Bambini che non dormono da soli, migrazioni notturne o addirittura di prima sera, di uno dei genitori verso la stanza del figlio per fare posto al bambino nel lettone. In altri casi stanze di bambini in cui si rende necessario introdurre un nuovo letto per far posto al genitore esausto, nello spirito e nel corpo, afflitto dall’ingrato destino di mettersi a dormire con il proprio bambino, nella ricerca del riposo necessario per affrontare l’indomani un giorno lavorativo, frenetico, carico di impegni.

Dalla storia emerge che tali bambini non hanno mai raggiunto una piena autonomia rispetto al sonno se non in maniera altalenante: sono stati nel lettone da sempre, oppure si sono addormentati sul divano per essere poi presi di peso e portati a letto con la speranza che nessun rumore incontrollato potesse giungere al loro orecchio.

Un bel giorno ci si è ritrovati che il “piccolo” non è più stato piccolo e che il “passerà!” ha dato adito ad anni di temporaggiamenti, lasciando tutti intrappolati in questa staticità.

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IL BAMBINO “PASSIVIZZATO”.
per la famiglia, consulenza familiare, Dottoressa Ciacci

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IL BAMBINO “PASSIVIZZATO"

a cura della Dott.ssa Melissa Ciacci

Quando il bambino non può fare esperienze di apprendimento e godimento.

Siamo in un parco giochi: imbragature con moschettoni e caschetto, breafing istruttivo da parte del personale addetto e via… si parte per una rampicata su percorsi in mezzo agli alberi. Salire, lanciarsi nel vuoto, camminare su percorsi instabili fatti di piccole assi di legno.

Che cosa significa oggi? Si tratta dell’Avventura, una avventura per bambini costruita a loro misura dagli adulti.

Il primo commento non può non essere rivolto al fatto che ad ogni bambino dovrebbe essere regalata l’opportunità di immaginarsi la sua avventura ma ciò oggi non è possibile. Non ci sono più gli spazi aperti, la campagna, il fiume, ma anche solo il cortile, dove i bambini possono davvero sfruttare il loro cervello e metterlo al servizio della creatività e delle loro mani per costruirsi un’avventura.

Non c’è più il tempo: un’avventura richiede tempo e quelle fughe di mezz’oretta al parco in centro città, tra la spesa e il pagamento delle bollette non sono un tempo adatto per i bambini. Noi lo viviamo come un tempo perso, un tempo che ci rubano, sottratto ad altri impegni veri…. e questo loro in fondo lo sentono.

Gli stimoli esterni poi: la vista e l’udito sono saturi di immagini, di imput, di notizie tanto che il bambino è talmente bombardato da tutto ciò che entra dall’esterno che l’immaginazione è ferma, è frenata, è pietrificata.

Quindi, per tutto questo ed eventualmente anche per molto altro che diremo un’altra volta, gli adulti costruiscono avventure per bambini: niente di strano è sempre successo, con altre formule ed in tempi non sospetti.

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L'educazione dei bambini
per la famiglia, adolescenza, consulenza familiare, Dottoressa Ciacci

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Inizia oggi una rubrica che nasce dal desiderio di far emergere riflessioni sui bambini, sulla relazione con loro. Lo scopo non sarà prescrivere ricette, per essere validi genitori non esistono, ma dare alcune risposte sulla personalità dei bimbi al fine di far affiorare nuove domande nei genitori stessi.

L’Articolo pubblicato su Bimbirimini (ndr) mi da subito un ottimo spunto per iniziare con  voi qualche considerazione. Si parla della realtà francese e dei metodi educativi un po’ distanti da noi, forse è vero, ma non così diversi per quanto riguarda le dinamiche emotive e il funzionamento psichico da farci credere che la cosa non ci riguardi. Ci riguarda tutte le volte in cui non riusciamo a tenere il controllo di noi stessi e ci scappa lo schiaffo, la sculacciata.

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L’INSERIMENTO ALLA SCUOLA MATERNA.
consulenza familiare, Dottoressa Ciacci

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7 GESTI IMPORTANTI CHE UN GENITORE PUO’ FARE PER FACILITAR E L’INSERIMENTO ALLA SCUOLA MATERNA.

Cosa vorrebbe un bambino  per sentirsi bene i primi giorni della scuola materna, scopriamolo  mettendoci nei suoi panni.

Cari mamma  e papà io sono piccolo e ho poca conoscenza del mondo quindi:

  1. Non ditemi  solo “andiamo all’asilo/scuola” dovete  spiegarmi bene cos’è un asilo/scuola  e come sarà la successione delle cose che accadranno, usate tante parole ripetendo lo stesso concetto più volte, mi aiuterete a capire meglio l’ambiente dove andrò.
  1. Ho bisogno di essere ancora rassicurato sul fatto che tornerete presto a prendermi quindi dovrete dirmelo e non darlo per scontato.
  1. Mi sentirei meglio se potessi portare un oggetto di casa con me, anche se non ho un pupazzetto, un ciuccio o una pezza, va bene un giocattolo o un oggetto  vostro che mi ricordi il legame tra noi.
  1. Salutatemi sempre quando mi accompagnate, non allontanatevi di nascosto, mi renderebbe  ansioso  ed  insicuro.
  1. Cercate un buon momento per parlare con le insegnanti, quando siete  sicuri che abbiano tempo di parlare di me e quando voi avrete tempo, sono una persona importante, merito attenzione. Stringete un’alleanza con le mie insegnanti, non temete di fare domande, dobbiamo diventare una squadra.
  1. Non desiderate solo che sia “facile”, se non piangerò a dirotto non vorrà dire che non ho più bisogno di coccole o di stare in braccio. Non desiderate che sia già grande, ma nello stesso tempo non abbiate pena per me, se mi date fiducia io ce la posso fare, ricordate però che durante i primi periodi potrei  essere  più irritabile, con maggiore o minore sonno o appetito, quindi assicuratevi di passare del tempo esclusivo con me, senza cellulare e senza tv, solo noi
  1. Non sentitevi in colpa perché andate al lavoro, questa è la realtà della vita, la scuola è un ambiente pensato per me, a mia misura, voi dovete insegnarmi a “tollerare” i fatti della vita senza paura.

Buona scuola

Dott.ssa Melissa Ciacci - Psicologa-Psicoterapeuta

 
RIMINI centro di mediazione familare fiorte
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 RIMINI centro di mediazione familare fiorteCounseling individuale Counseling di coppia Counseling familiare Counseling per bambini/adolescentiCounseling per genitori Counseling di gruppo per genitori Servizio di riabilitazione disturbi dell’apprendimento Laboratori per genitori e figli Supervisione per insegnanti MEDIAZIONE FAMILIARE CENTRO D'ASCOLTO CONSULENZA NUTRIZIONALE corsi di educazione sessuale (per bambini e ragazzi) e molto altro

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Tel. 0541.790944 Carfi' Ennio - - Cell. 3387073594 - -  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  Galoppa Valeria - - Cell. 3470774089 - -  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

Via Marte, 47 - RIMINI

 
RIMINI itaca-associazione per l'applicazione della psicoanalisi
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RIMINI itaca-associazione per l applicazione della psicoanalisi

L'Associazione ITACA riunisce un gruppo di qualificati psicoterapeuti che da anni lavora a contatto con il disagio e le problematiche dell'età evolutiva: infanzia, adolescenza, giovani adulti e famiglie.  

L'Associazione, senza scopo di lucro, si ispira al modello psicoanalitico e ha come finalità promuovere lo studio, l'elaborazione e lo sviluppo della Psicoanalisi e della Psicoterapia individuale, di coppia e di gruppo, nei loro aspetti sia teorici che applicativi.

L'ASSOCIAZIONE OFFRE:

Colloqui clinici, individuali e di gruppo a bambini, adolescenti, adulti.

Consultazioni e supervisioni individuali e di gruppo a medici, psicologi e operatori sociali.

Sede Legale: Via Giordano Bruno 28, 47921 Rimini  |  0541.53544 |  0547.480004 | 347.1085999 |  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  | associazioneitaca.rimini.it

 
RIMINI naturopatia e counseling
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RIMINI naturopatia e counseling servizi di naturopatia e counseling, corsi, consulenza on-line 

www.naturopatiaecounseling.it

Vicolo San Gregorio, 33 Rimini

Laura Grossi (naturopata): 339 3331386 Daniela Grossi (naturopata e counseling) 338 5925326

E-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
SCUOLA DUBBI E ASPETTATIVE: COME AFFRONTARLI? (PARTE I)
consulenza familiare, Dottoressa Ciacci

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Le prime piogge riportano l’attenzione sull’autunno che trascina via le belle giornate di vacanza e ci spinge alla ricerca di asciugamani e grembiulini. Le scuole stanno per riaprire e un nuovo anno scolastico ci attende. Faticoso per tutti, i bambini che a volte non ne vogliono sapere, i genitori imbrigliati nei ritmi frenetici, negli “incastri” degli orari, nelle regole che i nostri figli sembra non vogliano accettare. Cominciare la scuola di qualunque grado essa sia è un passo grande per i bambini, anche per quelli bravi ed entusiasti e rappresenta il loro modo di affrontare il mondo, spesso ignoto e preoccupante.

All’età di tre anni, lo sviluppo cognitivo del bambino lo porta a comprendere che le cose, le persone, e così le situazioni continuano ad esistere anche se lui non ne ha una esperienza diretta. Prima di quest’età per il bambino esiste ciò che lui vede e ciò di cui fa esperienza, nel momento in cui l’esperienza stessa si verifica, ciò che non vede e che finisce, è come se si disperdesse tra i suoi ricordi e non esistesse. Dai tre anni il bambino acquista la funzione cognitiva di “costanza dell’oggetto”: un oggetto, inteso anche come persona, esiste anche se non è sotto i suoi occhi. I genitori esistono anche se non li vede perché sono a lavorare, il ricordo di una bella esperienza comincia a radicarsi in lui spingendolo a ricercare altre esperienze piacevoli. Nello stesso tempo il bambino ha maggior consapevolezza di se stesso e dei suoi potenziali, della sua esistenza come individuo diverso dal suo papà e dalla sua mamma e delle cose che sa fare. Comincia a creare un’immagine mentale di sé stesso competente. Questi sono sommariamente due motivi fondamentali per cui dai tre anni un bambino è pronto ad andare alla scuola materna, uniti al fatto che l’uomo è un essere sociale, che ama vivere insieme agli altri ed alla innata predisposizione ad apprendere cose nuove, esperienze gratificanti per gli esseri umani.

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SCUOLA DUBBI E ASPETTATIVE: COME AFFRONTARLI? (PARTE II)
per la famiglia, consulenza familiare, Dottoressa Ciacci

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(a cura della Dott.ssa Ciacci Melissa)

Eccoci al secondo appuntamento con la riflessione riguardo i bambini ed il mondo della scuola. Oggi faremo riferimento in particolare all’età scolare quindi alla fascia d’età 6-11 anni.

Dai 6 anni in avanti l’apparato psichico del bambino dirige il proprio interesse verso gli apprendimenti, c’è una gratificazione nell’imparare e le energie psichiche sono impiegate in questo.

L’autostima del bambino non è più centrata sulla propria onnipotenza e sulla onnipotenza dei genitori, di tipo magico, ma sulla possibilità soggettiva di iniziare a sperimentarsi, cercando nelle esperienze della quotidianità i valori e gli interessi su cui fondare il proprio essere nel mondo. Sul piano cognitivo si sviluppa il pensiero ipotetico-deduttivo che permette di ragionare formulando delle ipotesi e questo rende il pensiero più complesso e meno vincolato all’esperienza diretta. Allo stesso tempo la capacità di rappresentare mentalmente il vissuto emotivo altrui (empatia) diventa sempre più accurato favorendo una funzione riflessiva.

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